Impegnarsi per una Bretagna innovativa: iniziative e prospettive per il futuro

La Bretagna dedica da diversi anni una parte crescente delle sue risorse pubbliche e private all’innovazione. Tra la trasformazione delle sue agenzie di sviluppo, il dispiegamento del piano Francia 2030 a livello regionale e l’emergere di filiere strategiche come l’eolico galleggiante o la cybersicurezza, la regione sta ridisegnando il suo modello economico. Il panorama che segue esamina i leve concreti di questa mutazione e le questioni che essa solleva.

Bretagna Next: un’agenzia regionale orientata verso le transizioni

La precedente agenzia Bretagne Développement Innovation ha cambiato nome e ambito per diventare Bretagna Next. La sua missione non si limita più al supporto generalista all’innovazione: mira esplicitamente ad anticipare e accelerare le transizioni digitale, energetica, alimentare e industriale.

Questo riposizionamento traduce una scelta politica. Piuttosto che distribuire aiuti su un ampio spettro, la regione concentra le sue risorse su settori ritenuti prioritari per la sovranità economica del territorio bretone. Tra questi: la cybersicurezza, il digitale applicato all’agri-agro, le energie marine rinnovabili, l’idrogeno rinnovabile e la vela da competizione.

L’iniziativa portata avanti da Construire la Bretagne illustra questa dinamica di federazione degli attori locali attorno a progetti strutturanti, incrociando le competenze delle filiere dell’edilizia, della pianificazione e dell’innovazione territoriale.

I feedback sul campo divergono su un punto: questa concentrazione settoriale beneficia tanto le piccole imprese rurali quanto i poli urbani come Rennes o Brest? I dati disponibili non consentono ancora di decidere, essendo la trasformazione dell’agenzia recente.

Squadra di professionisti bretone che collabora a un progetto innovativo in un incubatore tecnologico a Brest

Francia 2030 regionalizzato: cosa finanzia realmente il dispositivo bretone

Il volet regionalizzato di Francia 2030 in Bretagna, cofinanziato dallo Stato e dalla Regione e attuato da Bpifrance, mira a due categorie di progetti: i progetti individuali delle imprese e la strutturazione collettiva delle filiere.

Progetti individuali delle PMI e ETI bretone

Le PMI e ETI insediate in Bretagna possono presentare domande in qualsiasi momento. L’aiuto si presenta sotto forma di sovvenzione o di un anticipo recuperabile. I progetti devono rientrare nei settori di innovazione strategici definiti dalla Strategia regionale delle transizioni economiche e sociali (SRTES) e dalla strategia di specializzazione intelligente (S3).

La presentazione delle domande è aperta fino al 30 settembre 2026, o fino all’esaurimento dei fondi. Nessuna spesa antecedente alla data di presentazione può essere considerata, il che impone alle imprese un calendario rigoroso di preparazione.

Strutturazione delle filiere bretone

Il secondo volet, denominato INNO AVENIR filiere, finanzia progetti collaborativi. L’obiettivo è rafforzare la competitività non di un’impresa isolata, ma di un intero ecosistema. Questo meccanismo si basa su una convinzione: l’innovazione collettiva tra attori di una stessa filiera genera più impatto della somma degli sforzi individuali.

I settori mirati si sovrappongono in gran parte a quelli di Bretagna Next, il che suggerisce una coerenza tra la politica regionale e i finanziamenti nazionali. Tuttavia, la leggibilità dell’insieme rimane migliorabile per i dirigenti delle microimprese che non dispongono di team dedicati alla preparazione delle domande.

Eolico galleggiante e infrastrutture portuali: il caso del progetto InFloW a Brest

Uno dei progetti più emblematici dell’innovazione bretone riguarda le energie marine. Il progetto InFloW, selezionato nell’ambito di un bando nazionale Francia 2030, prevede l’adattamento del terminal EMR (energie marine rinnovabili) di Brest per accogliere le attività legate all’eolico galleggiante.

Lo Stato ha impegnato oltre 58 milioni di euro per questo cantiere. A livello nazionale, la Francia ha assegnato circa 260 milioni di euro a cinque porti per lo sviluppo dell’eolico galleggiante, il che colloca Brest tra i siti strategici del paese.

Questo progetto supera il quadro della sola produzione di energia. Struttura attorno al porto di Brest un ecosistema industriale completo:

  • Fabbricazione e assemblaggio di componenti per turbine eoliche galleggianti, con ricadute dirette sull’occupazione industriale locale
  • Sviluppo di competenze tecniche specializzate, dall’ingegneria navale alla manutenzione offshore
  • Posizionamento della Bretagna come territorio pilota per le energie marine nel mare Celtico, un bacino ancora poco sfruttato

I tempi di messa in servizio e la reale capacità del porto di assorbire queste nuove attività rimangono sconosciuti. I progetti di infrastruttura di tale portata subiscono frequentemente ritardi temporali.

Esperto in energie marine rinnovabili che analizza dati eolici sulla costa bretone vicino a Saint-Malo

Technopoli bretone e rete territoriale dell’innovazione

La Bretagna conta sette technopoli distribuite su tutto il territorio. Queste strutture svolgono un ruolo di prossimità che né Bretagna Next né Bpifrance possono garantire da sole: accompagnano i portatori di progetti locali, organizzano eventi di networking e facilitano l’accesso ai dispositivi regionali e nazionali.

La rete territoriale rimane uno dei punti di forza distintivi dell’ecosistema bretone. A differenza di regioni dove l’innovazione si concentra quasi esclusivamente nella metropoli, la Bretagna mantiene relais attivi a Lannion, Quimper, Vannes, Lorient, Saint-Brieuc, Brest e Rennes.

Questa rete sostiene anche iniziative orientate all’occupazione. Il Forum Innov’Emploi, organizzato a Lorient, incrocia le sfide dell’innovazione tecnologica e del reclutamento, un tema critico in una regione dove alcune filiere (digitale, agroalimentare, costruzione navale) faticano ad attrarre candidati.

  • Le technopoli fungono da primo punto di contatto per le imprese che non sanno a quale dispositivo rivolgersi
  • Articolano innovazione tecnologica e sviluppo economico locale, integrando le specificità di ciascun bacino di occupazione
  • Il loro finanziamento dipende in parte dalle collettività, il che le espone a scelte di bilancio annuali

La questione della sostenibilità di questa rete merita di essere sollevata. Una rete di technopoli densa funziona solo se è correttamente finanziata nel tempo, e le restrizioni di bilancio delle collettività territoriali pesano su questo equilibrio.

La Bretagna dispone oggi di un arsenale di strumenti, agenzie e finanziamenti che coprono l’intero spettro dell’innovazione, dal progetto individuale di una PMI fino all’infrastruttura portuale di diversi milioni di euro. La coerenza tra questi dispositivi sta progredendo, ma la loro accessibilità per le strutture più piccole e la capacità del territorio di trasformare questi investimenti in posti di lavoro duraturi rimangono le due variabili da monitorare nei prossimi anni.

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